Psicologa

Psichiatria dinamica-le basi cliniche della psicoterapia maggiore

Autori: Francesco Parenti e Pier Luigi Pagani
Titolo: Psichiatria dinamica – Le basi cliniche della psicoterapia maggiore

Editore: Centro Scientifico Torinese, Torino, 1986

Questo libro si propone di offrire un contributo formativo, delineando il sottofondo dinamico delle affezioni psichiche di maggiore entità trattabili, anche solo come abbinamento, con la psicoterapia analitica. Il nuovo termine “psicoterapia maggiore”, coniato dagli autori e che appare nel sottotitolo, si riferisce appunto al trattamento di queste forme.

Il classico iter di studi in campo psichiatrico approfondisce ovunque la patologia specifica più grave e, solo nelle sedi aperte al tema, aggiunge come complemento le nozioni di una psicoterapia in prevalenza psicoanalitica, rivolta però al trattamento di forme cliniche minori, essenzialmente nevrotiche. Al contrario il training formativo degli psicoterapeuti e degli analisti approfondisce in particolare lo studio delle nevrosi, cui associa, ma non sempre approfondisce, l’insegnamento della psicopatologia più che nevrotica.

Gli autori sottolineano come recenti studi dimostrano che molte malattie di tradizionale interesse psichiatrico hanno almeno parziali presupposti psicodinamici e consentono, in certe fasi del loro decorso, un’esplorazione analitica e interventi psicoterapeutici di media profondità.

Le dottrine classiche del profondo descrivono meccanismi che non sempre coincidono con quelli delle sindromi borderline e delle psicosi. Anche le nevrosi più gravi, senza chiari sintomi di confine, possono seguire propri sentieri che divergono dallo standard. Per questo motivo gli autori le hanno tutte inserite nella trattazione.

Nel testo gli autori ripercorrono i diversi disturbi presentandone per ognuno l’inquadramento nosografico e clinico, la sintomatologia generale, tenendo conto dell’apporto offerto dal DSM-III, le ipotesi psicodinamiche e il trattamento e, in un ultimo, presentano un caso clinico significativo.

Nel dettaglio vengono affrontate le seguenti patologie:

  • Autismo precoce
  • Psicosi simbiotica
  • Disturbi schizofrenici
  • Disturbi schizofreniformi
  • Psicosi reattiva
  • Disturbi paranoidi, paranoia e paranoia indotta
  • Disturbi affettivi (depressione e quadri maniacali)
  • Disturbi della personalità (personalità autistiche e schizotipiche, personalità paranoidi, personalità disti miche, personalità isteriche, istrioniche e impulsive)
  • Disturbi fobici e ossessivi
  • Nevrosi isterica
  • Anoressia e bulimia
  • Disturbi psicodinamici
  • Problemi e disturbi psicosessuali (carenze e disfunzioni nell’uomo, carenze e disfunzioni nella donna, omosessualità maschile, omosessualità femminile, travestitismo e transessualismo, voyeurismo, esibizionismo, feticismo, sadismo, masochismo pornolalia telefonica, pedofilia, gerontofilia, zoofilia, necrofilia).

Per illustrare le ipotesi psicodinamiche e il trattamento essi hanno seguito l’indirizzo adleriano, aggiornato e adattato alla nostra cultura, ma sottolineando come questa scelta non esclude la validità di altri contributi neo-psicoanalitici, la cui esposizione spetta però, secondo loro, agli esponenti delle relative correnti.

Proprio in linea con la teoria adleriana, essi sostengono che normalità psichica significa anzitutto buona integrazione sociale, il che ha implicazioni di coincidenza cognitiva, di rapporto armonico affettivo-emotivo e, come conseguenza, d’incontro sessuale appagante. Nel nevrotico minore la diversità non infrange le leggi fondamentali della logica o dell’avvertimento percettivo della realtà, che sono solamente leggermente manovrati. Nelle forme di patologia più marcata, invece, si osserva una negazione o una modificando la logica comune, censurando o modificando le percezioni, distorcendo o abolendo l’affettività.

I processi dinamici morbosi presumono sempre delle finzioni rafforzate più marcate che nelle nevrosi semplici, ossia delle valutazioni non obiettive di Sé e del mondo, poste al servizio di finalità dominanti anch’esse distorte. Il recupero, quando è possibile, consiste nel rendere capace il paziente di smantellare le sue finzioni e di accorciare la distanza tra i suoi simili.

Posso concludere come questo testo si sia dimostrato particolarmente utile per comprendere meglio la psicopatologia e l’approccio adleriano in particolare, fungendo quindi da compendio utile e significativo.

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